C’è una sensazione che molti conoscono, anche se raramente riescono a darle un nome preciso.
Non è dolore, non è disagio evidente, non è qualcosa che grida.
È piuttosto un sottofondo sottile, un ronzio che accompagna la vita quotidiana e che emerge con più forza nei momenti di silenzio, quando tutto sembra rallentare e improvvisamente affiora una domanda difficile da ignorare.
Come è possibile avere così tante possibilità e sentirsi comunque limitati?
Non è dolore, non è disagio evidente, non è qualcosa che grida.
È piuttosto un sottofondo sottile, un ronzio che accompagna la vita quotidiana e che emerge con più forza nei momenti di silenzio, quando tutto sembra rallentare e improvvisamente affiora una domanda difficile da ignorare.
Come è possibile avere così tante possibilità e sentirsi comunque limitati?